Come post oggi vi dono questa riflessione di Angela Curatolo:
Prof. le posso chiedere timidamente una cosa?
La rinascita: mettiamo che, dopo tanti ostacoli si è riusciti a nascere nuovamente, mettiamo che qualcuno dall’invisibile, un’ombra oscura, ci ha accolto, aiutandoci a venire fuori nuovamente per rinascere. Mettiamo infine che dopo l’euforia della rinascita ci si guarda intorno e ci si sente soli, si cerca aiuto tra i passanti ma tutti scuotono le spalle come per dire ” scusami ma non so come aiutarti”, perchè è vero, chi ti può dare le risposte?
Dopo la rinascita, le titubanze della nuova visione come si possono affrontare?
Insomma, chi è la persona giusta, il sensei, che può aiutarti a continuare a crescere? Almeno come posso far emergere quella parte di me che mi può aiutare se io non la trovo?
Grazie
Angela
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Egidio Senatore
Simona Condorelli




Dubbi e titubanze più che legittime..ma ormai cara Angela ho capito che per una rinascita totale e lontana da delusione le aspettative altrui devo lasciarmele attorno..
Devo seminare Bene sempre e comunque..qualcuno coglierà e mi si affiancherà
..ma se aspetto aiuto da altri è più probabile che si ricada nello sconforto e tutto ciò che magari abbiamo ottenuto con grande sacrificio ed apertura..andrà perduto..
perchè saremo noi ad affiancarci agli altri subendone un’inconsapevole influenza..che non sempre è positiva..
la parte migliore di noi emergerà sempre..se veramente è ciò che vogliamo.
ciao cari bellissimi semi di Bene.
Leggo questo post e mi permetto di rispondere non per dare dei consigli (non ne sarei all’altezza) ad Angela, ma per partecipare con lei ad un momento che prima o poi attraversiamo tutti .
…la rinascita è una fase molto delicata, bellissima ma, a volte, può nascondere delle sottili insidie e procurare in chi rinasce molta instabilità, hai ragione Angela. Dal buio alla luce: bisogna proteggersi, spesso da noi stessi, che, accecati dall’euforia rischiamo di perderci, di perdere proprio quella parte di noi che potrebbe aiutarci. Io penso che porsi queste domande voglia dire non aver smarrito del tutto la strada, e che la ricerca di “sè” significhi sapere di potersi ancora “trovare”. Forse quell’altra “te stessa” che credi di aver perduto è proprio “colei” che ti ha fatto scrivere e che ti sta lanciando messaggi ben precisi per farti sentire la sua voce. Farsi queste domande significa non aver mai smesso di crescere, anzi!. Sei consapevole del cambiamento e hai tanta paura: non avere fretta, troverai le risposte dentro di te, e, pian piano ritroverai la serenità di ri-leggerti.
Mi auguro che quello che ti ho scritto possa esserti, almeno un pò, di conforto. Se ti ha fatto bene sono contenta, non posso darti le risposte a nulla ma posso condividere con te un sorriso…
Titti
Cara Calliope,
penso anche io che andando al Bene, il Bene ci raggiunge. (Non subito)
Cara Titti e cara Angela e cari Tutti, proprio quando penso: “Ecco, un poco di cammino l’ho fatto. Questo problema psichico che tanto mi ha fatto soffrire, l’ho un poco allontanato…” ecco che gia’ mi ha ri-preso.
E il Gioco continua con i DAIMONES.
Baci, a presto!
Calliope hai tanto ragione ma c’è una costante in me, che sempre è presente e a volte ne sono schiava: condividere. Ma terrò a mente il tuo importante consiglio.
Condividere un sorriso è il dono più bello che si possa ricevere. Lo custodirò nel mio cuore, Titti grazie.
Una lezione l’ho imparata, spero: essere pronta a morire per rinascere, con coraggio.
Quello che mi crea disagio è il momento in cui scruto la nuova direzione da prendere. Potrei paragonarla a quando ti fanno la puntura, a quella sensazione d’attesa ansiosa che si prova tra lo strofinamento del cotone e la penetrazione dell’ago-.
Grazie a tutti
Professore, le offro il braccio destro…
non le offro un verso, nè una preghiera. Le offro una moneta, la stessa con la quale ci paga e ci appaghiamo.
Se potessimo darle serenità, professore, forse questo sarebbe il mondo delle Idee, distante.
“Che quel soffio di vita che hai sperato per noi, ritorni a sferzare i tuoi polmoni e, cogliendoti di sorpresa, ti doni la consapevolezza che fra noi lo Spazio è un’opinione e il Tempo la favola più bella che sia mai stata inventata”.
Se di Rinascita si tratta, quel Daimon vorrebbe – forse – che lei, professore, gli dicesse che, se mai avesse potuto sceglierlo, avrebbe scelto proprio lui. Non un altro.
Io risponderei di sì e gli chiederei di camminarmi al fianco, non più dietro di me…come fosse un’ombra…
Buona notte a tutti.
Cara Angela,
essere pronti a morire per rinascere e’ impresa del CRISTO, di MITRA, di DIONISO.
Baci. A presto!
Cara Valeria,
non mi lamento del mio Daimon, ma di come “io” mi sono mosso in relazione a lui.
Baci. A presto!
Io, invece, sono in rotta con il mio Daimon: troppo incalzante… e che diamine!
Caro Gabriele,
Lei lo sa che io sono quella dei ripensamenti…nel sen-so che quando sen-to qualcosa che non mi convince, comincio a ragionarci sopra.
Naturalmente, non voglio né posso entrare nell’ambito delle sue “questioni private”, però questa sua risposta a Valeria dove Lei dice di non essere convinto di essersi ben mosso in relazione a lui, non mi convince, appunto, completamente. Nel sen-so che io in Lei, invece, vedo chiara la direzione forte della Sua vita: mi creda Lei è “un uomo realizzato”, un po’ su di giri, forse, e a volte, ma in Lei il daimon è abbastanza visibile.
Poi, affettivamente, anche se siamo Junghiani, non possiamo non tener conto delle grandi intuizioni di Freud.
La bacio.
Cara Marina,
ma va! Altro che in rotta. Tu duelli. (Ma ricordati che sei Ettore, quindi…)
…la vinco io?!
Cara Marina,
teniamo conto di Freud e della sua Vienna puritana, ma poi andiamo a Bollingen dove c’e’ scritto: “Vocatus atque non vocatus, DEUS Aderit”.
Affettuosita’, intensa, a te e alla tua FORZA- TENEREZZA.
…e speriamo che s’intenerisca davanti al mio dolore allucinante…
Cara Marina,
impossibile. Ma combatti come se fosse possibile.
Ehi, Bimbola! Il Daimon e’ “tuo”, cara Marina, in quanto la tua Sorte (Fato) l’hai scelta tu (e poi l’hai dimenticato). Quindi devi chiedere a Te-Anima, “perche’ ho deciso di compiere questo periplo?”
(Baci Bimboleschi)
e già, proprio così…proprio oggi ho pubblicato un post tratto dal Codice dell’Anima di Hillman che mi ha ricordato come stiano in realtà le cose…perché l’unica realtà è quella invisibile, giusto Gabriele?
http://lapenisolaincantata.blogspot.com/2009/06/perche-siamo-qui-necessita-la.html
Baci.
Cara Marina,
è invisibile agli occhi esterni, ma non agli occhi di Anima. Che infatti vanno tenuti “puliti” (Giuliano il Grande detto l’Apostata)
A presto!
Ciao Gabriele, stavo ancora leggendo il libro di Jung, sui simboli, e incominciavo ad annoiarmi, poiché molte nozioni presenti nel libro già le conoscevo poiché in passato mi ero interessata ai sogni e ai simboli, in particolare nel libro mi annoiavano i simboli di altre civiltà, ….invece poi in soli due giorni per coincidenze e altro, ho scoperto tante cose sull’ombra e Anima e sui simboli delle altre civiltà, nozioni che non conoscevo, che coincidevano con miei sogni che non avevo ancora capito bene.
Il fatto è che sto attraversando un periodo abbastanza brutto, oltre al fatto che è morto il mio cane dove ho dovuto affrontare la questione dell’eutanasia, in più mi sono cadute tutte le credenze che avevo verso tutto.
Questo per dire che con le coincidenze e sogni, ho avuto l’impressione che tutto ciò che accade sia dovuto alla trasformazione morte-rinascita della fase che sto attraversando (40 anni). E’ come se tutte quei fattori inconsci reagiscono ai miei lati “negativi”.
Secondo lei è possibile che i fattori inconsci e i simboli archetipici influenzino così tanto la realtà?
Cara Mary,
assolutamente sì. E anche molto, ma molto di più di quanto immaginiamo.